M.E.E. nello Sport

Corpo, attenzione e presenza nel gesto sportivo
Nello sport, il gesto non nasce soltanto dalla tecnica.
Nasce dall’incontro tra ciò che il corpo ha appreso e la condizione nella quale la persona si trova nel momento in cui agisce.
Un movimento può essere conosciuto e allenato. Eppure, in determinate condizioni, può diventare meno naturale, meno preciso, meno disponibile.
Non necessariamente perché la tecnica sia cambiata.
A cambiare può essere la persona nel momento in cui compie quel gesto.
Quando il corpo sa, ma qualcosa interferisce
Ci sono momenti in cui il gesto emerge senza sforzo: il corpo risponde, l’attenzione è presente, il movimento è fluido. E altri in cui qualcosa cambia:
Un pensiero anticipa il risultato.
Il corpo si irrigidisce.
L’attenzione si sposta.
Aumenta il bisogno di controllo.
Ciò che la persona sa fare non è scomparso. In quel momento, però, diventa meno disponibile.
È in questo spazio — tra ciò che il corpo conosce e ciò che riesce a esprimere — che si apre il lavoro della Medicina Energetica Evolutiva nello sport.
Il gesto come espressione della persona
La Medicina Energetica Evolutiva considera la persona come un sistema integrato.
Corpo, sistema nervoso, attenzione, emozioni, esperienza e modalità di risposta partecipano alla condizione nella quale la persona incontra ciò che sta vivendo.
Nello sport, questa integrazione diventa particolarmente evidente perché trova espressione nel gesto.
Una variazione dello stato interno può accompagnarsi a cambiamenti nel tono muscolare, nella respirazione, nel ritmo, nella percezione del movimento e nella capacità di orientare l’attenzione. Allo stesso modo, ciò che accade nel corpo può modificare il modo in cui una situazione viene percepita e affrontata.
Il gesto sportivo non appartiene soltanto al corpo che lo esegue:
esprime la condizione complessiva della persona in quel momento.
Il lavoro non consiste nel controllare la mente, eliminare un’emozione o sostituire un pensiero. Parte dal riconoscere ciò che sta accadendo e osservare come prende forma nell’esperienza e nel gesto.

La presenza come condizione del gesto
Essere presenti non significa smettere di pensare o raggiungere uno stato ideale.
Significa essere disponibili a ciò che sta accadendo mentre accade, senza essere completamente assorbiti dall’anticipazione, dal giudizio o dal tentativo di controllare il risultato.
Questa qualità di attenzione permette di percepire le risposte del corpo, riconoscere le variazioni della propria condizione e ritornare a ciò che il gesto richiede.
Si tratta di prendere consapevolezza di ciò che sta accadendo, senza esserne necessariamente guidati.
La presenza non è una tecnica da applicare.
È una condizione da ritrovare.
Lo sport come spazio di osservazione
Lo sport rende visibili dinamiche che, nella vita quotidiana, possono rimanere meno evidenti.
Il rapporto con l’errore.
L’aspettativa.
La pressione.
Il bisogno di controllo.
La frustrazione.
La fiducia.
La capacità di lasciare andare ciò che è appena accaduto.
In ogni gesto, la persona incontra non soltanto ciò che sa fare, ma anche il proprio modo di rispondere a ciò che accade.
L’esperienza sportiva può così diventare uno spazio privilegiato di osservazione di sé. Non per interpretare ogni gesto, ma per riconoscere ciò che emerge quando tecnica, corpo, attenzione e stato interno si incontrano.
Il gesto diventa un punto d’incontro tra ciò che il corpo ha appreso e il modo in cui la persona è presente a ciò che sta vivendo.
In questo incontro può aprirsi una possibilità diversa:
riconoscere ciò che interferisce e ritrovare una maggiore libertà nel gesto.
Le applicazioni di M.E.E. nello Sport
M.E.E. nello Sport rappresenta l’applicazione della Medicina Energetica Evolutiva all’esperienza sportiva.
Ogni disciplina pone la persona di fronte a condizioni specifiche: il gesto, il ritmo, l’attenzione, la relazione con l’errore, l’incertezza, la pressione, il risultato.
Per questo l’applicazione del Metodo non segue uno schema uguale per ogni sport o per ogni sportivo, ma parte da ciò che quella particolare esperienza richiede alla persona.
Il primo progetto sviluppato in questo ambito è dedicato al golf.
Golf in Presenza
Nel golf, pochi secondi separano l’intenzione dal gesto.
In quello spazio possono emergere il bisogno di controllo, la memoria del colpo precedente e l’anticipazione di ciò che sta per accadere.
Golf in Presenza nasce per osservare questa esperienza e ritrovare nel gesto ciò che il corpo già conosce.
Non per sostituire la tecnica, ma per riconoscere ciò che può interferire con la sua espressione e lavorare sulle condizioni che permettono al gesto di emergere pienamente.